Sapori & Saperi made in Tuscany

Sapori & Saperi made in Tuscany

W la pappa col pomodoro

 

Alzi la mano chi, almeno una volta nella sua vita,
non si è ritrovato a canticchiare questo famosissimo ritornello,
con protagonista assoluta l’unica e la sola pappa al pomodoro!

La rossa per eccellenza si definisce semplice, ma goduriosa;
gli ingredienti sono pochi ma buoni,
e fanno di questa zuppa un piatto di cui le nostre cucine

proprio non possono fare a meno…

La pappa al pomodoro, chiamata così perché morbida e cremosa,
 ha un carattere dolce ma deciso,

proprio come i pomodori maturi pelati protagonisti del piatto,
assieme ad una nostra cara vecchia conoscenza,
il pane toscano DOC (cliccate QUI per saperne di più);
aggiungete qualche spicchio d’aglio, e questa zuppa
diventerà subito pungente e birichina,
ma grazie a qualche tenera foglia di basilico,
non perderà la sua nota fresca ed invitante,
proprio come invitante è anche quel profumo intenso ed inconfondibile

di olio extra vergine di oliva, di cui ama avvolgersi.

L’inverno si sa, è la stagione per eccellenza delle zuppe,
basti pensare alla nostra amata ribollita
(ah! Per chi se la fosse persa QUI trovate la ricetta);

ma non lei…
la pappa al pomodoro ben si adatta a tutte le stagioni
e a tutte le occasioni…
è infatti nelle calde giornate primaverili ed estive
che questa zuppa dà il meglio di sé,

servita a temperatura ambiente e gustosa come non mai…
mangiata come portata principale oppure sfiziosissima come aperitivo!

Tanto antichi sono i suoi ingredienti, quanto la sua storia,
che venne resa nota nei primi anni del ‘900,
grazie alle pagine del famoso “Giornalino di Gian Burrasca”
dello scrittore fiorentino Vamba,
dal quale negli anni ’70 fu realizzata una versione televisiva del libro,

con Rita Pavone come protagonista
e la pappa al pomodoro come stella dello show,
diventando piatto simbolo della Toscana.

Così come la si può definire anche piatto simbolo dei nostri ToscaNino,
immancabile nei menù in tutte le stagioni.
Passiamo allora alla ricetta,

con pochi ingredienti, velocissima da preparare ma da leccarsi i baffi!

Tanto antichi sono i suoi ingredienti, quanto la sua storia,
che venne resa nota nei primi anni del ‘900,
grazie alle pagine del famoso “Giornalino di Gian Burrasca”
dello scrittore fiorentino Vamba,
dal quale negli anni ’70 fu realizzata una versione televisiva del libro,

con Rita Pavone come protagonista
e la pappa al pomodoro come stella dello show,
diventando piatto simbolo della Toscana.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

Pane casalingo toscano raffermo 250 grammi

Pomodori pelati maturi gr 400

2 spicchi d’aglio

Basilico fresco

1 litro di brodo vegetale 

Olio extra vergine di oliva

Sale e pepe in grani

RICETTA

Iniziate rosolando in una pentola 6 cucchiai d’olio
 e gli spicchi d’aglio tagliati a metà, che dovranno colorarsi leggermente.
Unite poi i pomodori tagliuzzati e abbondante basilico
(c’è chi preferisce aggiungerlo solo fresco a fine cottura);
 salate pepate e fate cuocere per circa 20 minuti.

Versate l’acqua bollente leggermente salata, e quando spicca il bollore,
versate il pane a fette sottili, fate cuocere per altri 10 minuti, girando spesso, e spegnete il fuoco.

Ogni tanto mescolate e dopo circa un’ora rimestate bene
o frustate con una frusta da cucina per sfare completamente il pane,
poi, se volete, potete riscaldarla in un attimo.

Servitela calda (quando fa freddo) o tiepida (con la bella stagione),
con un filo d’olio a crudo e un po’ di pepe appena macinato.
Vi invitiamo inoltre, a non fare i bischeri,
buttando quella gustosissima pellicolina
che si forma alle pareti della pentola e che è veramente goduriosa!

Se di mettervi ai fornelli invece non ne avete nessuna voglia,

che problema c’è?!

Passate a trovarci!

La nostra pappa al pomodoro vi aspetta!

 

Orto d’inverno

Orto d’inverno

Il cavolo nero si fa in tre

 

Inverno.

La stagione dell’attesa…tutto è silente e il tempo scorre a rilento
in attesa del risveglio della natura;
il cielo si tinge di un azzurro terso e glaciale, mentre l’aria profuma di legna bruciata e terra.
La stessa terra dalla quale con tanto amore e cura,
vengono raccolte le verdure che tutti i giorni finiscono sulle nostre tavole,
nonostante i mesi più freddi.

Verdure che seguono il ritmo delle stagioni e colorano le nostre ricette,
stimolando la fantasia di chi le cucina con passione;
e a stimolare la fantasia in questo mese di gennaio,
c’è il protagonista indiscusso del nostro orto d’inverno,
il cavolo nero, ortaggio dal colore verde scuro,
texture increspata e gusto inconfondibile.

Estremamente versatile e molto utilizzato da noi toscani (e nei nostri ToscaNino),
il cavolo nero si presta ad un’infinità di ricette…
e noi vi mostreremo le nostre 3 preferite da replicare nelle vostre case.
Richiederanno un po’ di tempo e dedizione, ma quasi tutte,
saranno ancora più gustose se mangiate nei giorni successivi,
il che significa non dover toccare i fornelli per un bel po’!

Ma “bando alle ciance” amici,
indossate i grembiuli e mestoli alla mano,
stiamo per realizzare ottime ricette in stile ToscaNino!

 

RICETTA DELLA TRADIZIONE

LA “SACRA” RIBOLLITA

Non possiamo non partire da LEI,
regina indiscussa delle zuppe invernali,
piatto legato alla terra, corposo e saporito, riscalda il palato ed il cuore.

Nasce nel Medioevo, dai ricchi banchetti delle nobili famiglie
che abbondavano di focacce di pane non lievitato e sciapo, farcite con la carne.
Gli avanzi di pane venivano recuperati dalla servitù,
intrisi di grasso animale e bolliti in acqua assieme alle verdure disponibili, tra cui il cavolo nero.
Data la grande quantità di pane, la zuppa abbondava

e per questo veniva poi RIBOLLITA nei giorni successivi.

PIGIA QUI COL DITINO ED INIZIA A CUCINARE 

 

UNA CAVOLATA DI RICETTA

CAVOLATA O FARINATA DI CAVOLO NERO

Se dovete fare una cavolata, almeno che ne valga la pena!
E non parliamo di una cavolata qualunque,
ma della buonissima farinata di cavolo nero.
Antico piatto di origine pistoiese,
povero negli ingredienti, ricco nel gusto.
Ottima come zuppa, squisita rassodata e tagliata a fette

per essere gustata il giorno dopo, da sola o come originale contorno per i vostri secondi piatti,
proprio come facciamo noi nei nostri ristoranti bottega!

PIGIA QUI COL DITINO ED INIZIA A CUCINARE

 

RICETTA MADE IN ToscaNino

PICI FRESCHI CON SALSICCIA MAGRA SENESE E CAVOLO NERO

Per tutti gli amanti della pasta,
un primo piatto che si sposa perfettamente con il cavolo nero…
i pici senesi, simili agli spaghetti ma più grossi,
che con pochi semplici ingredienti, quali la farina, acqua e sale,
esaltano alla perfezione il gusto di questa verdura. 

PIGIA QUI COL DITINO ED INIZIA A CUCINARE

 

Insomma, ad ogni stagione una verdura,
e ad ogni verdura una ricetta 100% toscana,
perché alla fine si sa…le cose più semplici, sono sempre le più buone…

Dalla Toscana con furore

Dalla Toscana con furore

Arrivano i BEFANINI, biscotti per grandi e piccini

 

Non vedevamo l’ora che arrivasse il Natale;
anche quest’anno, lo abbiamo atteso con emozione…

la famiglia si è riunita, l’albero di Natale ha colorato le nostre case,
e i bambini hanno lasciato un bicchiere di latte e biscotti per Babbo Natale,
come ringraziamento per il suo lungo viaggio la notte del 24 dicembre…
Bè, a dirla tutta, qui da noi qualcuno ha preferito lasciargli cantucci e Vin Santo.

Poi è arrivato il nuovo anno,
abbiamo salutato il vecchio e abbracciato il nuovo,
pieni di aspettative per il futuro e accompagnati da tavole imbandite,
con crostini di fegatini e tortelloni di patate

(ah! Quelli che prepariamo noi da ToscaNino creano dipendenza…provare per credere!)

Ma non dimentichiamo che i festeggiamenti non finiscono
senza l’arrivo della vecchietta più famosa al mondo,
l’arrivo della befana nella magica notte tra il 5 e il 6 gennaio.

E proprio a lei vogliamo dedicarci oggi,
regalandovi una dolcissima ricetta non solo per i vostri bambini,
ma anche per noi “bimbi cresciuti”, perché, ammettiamolo, gli anni passano,
ma ognuno ha il suo bambino interiore da coccolare.

E allora seguiteci passo passo e prepariamo la calza per grandi e piccini riempiendola di BEFANINI!

I befanini sono biscotti di pasta frolla, tipici toscani, o meglio viareggini,
che riprendono le figure caratteristiche dell’Epifania.
Profumano le case di arancia e limone
e sono di buon auspicio per coloro ai quali li regaliamo,
ma la verità è che sono talmente buoni, che una volta sfornati
non siamo sicuri arriveranno a destinazione!

Grembiule alla mano e rendiamo dolce questo giorno…

INGREDIENTI PER 4 PERSONE CIRCA

500 grammi di farina

300 grammi di zucchero

150 grammi di burro

4 Uova

Mezzo bicchiere di latte

Una bustina di lievito per dolci

Mezzo bicchierino di rum (facoltativo)

Buccia di una arancia grattugiata e di mezzo limone grattugiato

Un pizzico di sale

Codette di zucchero colorato

RICETTA

In una ciotola mettete la farina a fontana, aggiungete 3 uova, il burro ammorbidito e lo zucchero semolato.
Impastate con le mani per poi unire il latte e amalgamare bene, per ottenere un composto omogeneo.

Incorporate all’impasto il lievito, il rhum (facoltativo), un pizzico di sale e la buccia degli agrumi grattugiati.
Impastate bene con le mani, fino ad avere un composto morbido ed elastico
e formate con questo una palla da riporre in frigorifero per mezz’ora.

Trascorso questo tempo, stendete l’impasto di uno/due centimetri, con un mattarello su una spianatoia infarinata
e con delle formine in metallo con soggetti natalizi ricavate dei biscotti, da mettere su una teglia, ricoperta di carta da forno.
Spennellate tutta la superfice dei biscotti con l’uovo rimasto e cospargeteli di codette di zucchero colorato,
per poi far cuocere in forno preriscaldato a 180°C per circa 20 minuti.

A questo punto, non resta che sfornarli!

Per i bambini saranno ottimi da accompagnare con un bel bicchiere di latte,
mentre noi “bimbi cresciuti” possiamo gustarceli
con un ottimo calice di bollicine toscane e chicchi di melograno che,
per chi non lo sapesse, proprio come i nostri befanini,
portano tanta fortuna, e una doppia dose di fortuna, si sa, non fa mai male…

A proposito!
Non finiteli tutti, e lasciatene un assaggio anche alla nostra amica Befana,
perché si sa, il carbone è pur sempre dietro l’angolo!

Un “abbraccio virtuale” e buona Epifania

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